lunedì, 30 gennaio 2006 ¦ Permalink
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Stanotte ho sognato che si giocava tra ragazzi e ragazze una tipo di scappa e acchiappa. Scappavano le ragazze, noi singolarmente non a squadre correvamo dietro di loro, il gioco consisteva che quando ne raggiungevi una non solo la fermavi, ma le sferravi un pugno in faccia e se il pugno era abbastanza forte lei diventava la tua ragazza. Il gioco non finiva qui, lei continuava a scappare e se qualcun altro le avesse dato il pugno giusto sarebbe diventata la sua ragazza, cosi le correvi dietro sia per non farla picchiare dagli altri sia perché il fine ultimo del gioco era avere un figlio da lei che si otteneva giustamente dandole un altro pugno, non come quello di prima, ma molto più forte, cosi forte che rischiavi di fracassarti la mano. Loro invece, le ragazze, sembravano non accusare per nulla il colpo ne al primo ne ai successivi tentativi che ho fatto di darle il pugno della vittoria. Vinceva chi aveva per primo un figlio e naturalmente ho vinto io, dopotutto il sogno era mio.

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venerdì, 27 gennaio 2006 ¦ Permalink
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Stamattina verso le 6:00, stranissimo, invece di gridare nel sonno come l'altra notte, ho sognato di scherzare a scuola con i miei ex compagni, uno di loro mi ha fatto ridere e io mi sono svegliato con una piccola risata acuta, la risata acuta è una mia tipicità, anche mia madre lo ha sentito e me ne ha chiesto oggi a pranzo. E' ufficiale ormai, sto diventando pazzo, o chissà lo sono sempre stato.
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mercoledì, 25 gennaio 2006 ¦ Permalink
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Questa notte a casa mia si è perpetrato qualcosa di misterioso. E’ notte fonda, dovrebbero essere le tre circa e vengo svegliato da mio padre, dalla loro camera proviene anche mia madre, vedo la luce del loro comodino anche, le nostre stanze sono attigue e dormiamo sempre con le porte delle nostre camere aperte , lui mi chiede “fusti tu a vociare?” (sei stato tu a gridare?) io cado dalle nuvole, non capisco di cosa sta parlando, rispondo che non lo so ma, mio fratello medio, che praticamente dorme sopra di me nel letto a castello, risponde per me dicendo che sono stato io a gridare, mia madre allora ci spiega che hanno sentito un grido molto forte e che lei ha il dubbio che poteva essere la voce di mio fratello, ribatte mio fratello dicendo che sono stato io, poi mi chiedono cosa stessi sognando ma io non riesco a ricordarlo (guarda caso) sono molto agitati, preoccupati e svegli io sono l’unico assonnato e che non ha sentito niente. Mio padre, mentre mi cambio la maglietta che è sudata intorno al collo, ipotizza che poteva provenire dal piano di sotto, e qui si apre un altro capitolo. La nostra palazzina e a due piani e sotto di noi ci stanno in affitto una giovane coppia con una bambina, sono ex tossicodipendenti con problemi vari con la legge la nonna della bambina viene a dormire con loro ogni notte probabilmente perché c’è l’ha in custodia e ogni tanto una pattuglia di polizia viene a vedere se è tutto in regola, sono comunque persone abbastanza tranquille non ci danno nessun fastidio, a parte la pena che provo per la bambina che spesso riceve urla e rimproveri piuttosto pesanti tipo “Sei una bambina che fai schifo” dal padre. Ieri notte, infatti, mentre noi eravamo intenti a capirci qualcosa da sotto arrivavano rumori, mio padre, oggi a pranzo, ripreso l’argomento, dice di aver visto la luce della scala accesa e mia madre ha aggiunto che ha sentito il rumore del portone comune che si chiudeva, comunque oggi sono sicuri che l’urlo sia venuto dalla mia stanza, mia madre mi ha precisato che si è trattato di un urlo fortissimo e lungo, di disperazione e paura, mio fratello mi ha persino chiesto oggi se dopo che mi hanno svegliato mi bruciasse la gola perché dice che sembrava un urlo al massimo della sopportazione, lui si è svegliato spaventatissimo e pietrificato dice che dopo che ho finito di urlare lui mi ha chiesto cosa avevo e io mi sono messo a borbottare nel sonno, quando è giunto mio padre che ha cominciato a chiamarmi non borbottavo più, anche il mio piumone, che era praticamente disincastrato, nella zona dei piedi, da sotto il materasso, indica che ho dormito poco serenamente, devo essere stato io l’autore dell’urlo. Mio fratello mi ha confessato che svegliandosi per l’urlo, ha pensato che io fossi impazzito e in preda di un raptus di follia, anche lui, come me, aveva paura nel riaddormentarsi. D'altronde non è la prima volta che grido nel sonno, mesi fa era successo, in quella occasione però io mi svegliai, ricordavo il sogno e il motivo del grido in esso, allora tranquillizzai mio fratello, oppure altre volte mi sono svegliato di soprassalto dando un pugno a muro, corrispondente con un pugno nel sonno. Meno male che stanotte non mi sono accorto di nulla, altrimenti adesso sarei terrorizzato.

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sabato, 21 gennaio 2006 ¦ Permalink
categoria : robot

L’altra notte ho sognato di trovarmi in una sorta di città del futuro,  ero in una zona di espansione in rapida costruzione, via vai di mezzi pesanti dai cantieri, la strada era un casino, io ero a piedi e man mano mi andavo avvicinando in un punto dove il traffico era particolarmente lento. Un robot grosso come un camion stava attraversando la strada, era una macchina da lavoro edile, nei pressi ne ho visto un'altra all’opera, in sostanza era governato da un uomo che in un certo senso lo indossava, anche se il robot non aveva proprio delle proporzioni umane, anzi mi sembra si muovesse sopra dei cingoli, dietro la schiena aveva una betoniera (come quei camion che hanno quella specie di grossa ghianda che gira al posto del cassone dietro la cabina del guidatore)  per il confezionamento del calcestruzzo, che poi veniva pompato fuori attraverso il braccio destro, che terminava, oltre che con una sorta di mano, anche con un bocchettone, il braccio sinistro si occupava intanto di vibrare il calcestruzzo gia gettato per costiparlo meglio all’interno della cassaforma del pilastro. Quando il secondo robot ha finito, anch’esso ha attraversato la strada per entrare in un capannone dove si e aperto in due e ne è uscito il manovratore, altri non era che, un mio ex collega già laureato. Mi vede e riconoscendomi si avvicina per salutarmi, notando che io sono paralizzato della sorpresa di vederlo. Gli chiedo “ma assumono ingegneri per guidare quei cosi” lui sorridendo mi risponde “ No è che l’impresa di costruzione è di mio padre e per adesso che sono nuovi non si fida di nessun altro per manovrarli, se non di me e di se stesso” infatti intanto, dall’altro robot era uscito un uomo di una certa età che mi ha presenta come suo padre.

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venerdì, 20 gennaio 2006 ¦ Permalink
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Sono felice di annunciarvi che finalmente, ieri ha Palermo, l'incontro col professore relatore della tesi è andato abbastanza bene, è possibile dire adesso che mi laureerò ad aprile, che immenso sollievo
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mercoledì, 18 gennaio 2006 ¦ Permalink
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Stanotte ho fatto un sogno abbastanza regolare, non ricordo molto, ma c’era aria di carnevale e noi fratelli e cugini vari eravamo in fermento per la scelta del posto dove andare a ballare, ed e stato davanti ad uno dei candidati, una chiesa di Trapani che viene chiamata Rosmini, che è successo lo strano del sogno. Mentre siamo sul marciapiedi mi giro verso la strada e vedo arrivare da lontano un mezzo enorme, siamo a carnevale è penso possa essere un carro allegorico ma è più grande non di molto ma lo è, intanto si avvicina, non è neanche lento, ha una forma parallelepipeda e il lato più lungo è in direzione della strada, ed ecco che mi passa davanti spaventandomi prima di darmi il tempo di capire. Poi mi rendo conto di cos’e, una stecca di case povere, a tre piani, con i prospetti rifatti e in ottimo stato, come se staccassimo tutte assieme le case di un isolato del centro storico ma in una zona di tuguri non di palazzetti nobiliari. Ecco, questa stecca di case scorre sull’asfalto senza avere ruote, non si ferma davanti a noi, prosegue, e non lontano la vedo che svolta su un’altra strada. Non chiedetemi come.  

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lunedì, 16 gennaio 2006 ¦ Permalink
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Oggi pomeriggio di tanto in tanto guardavo la TV con Mamma, che poi è l'unico modo di farla felice, stava guardando "domenica in" e ad un certo punto sfera ospite Pino Daniele, cosi mi ha chiamato che io ero qua davanti: Pino ha parlato un po' con Pippo prima di suonare, e ha parlato anche di Troisi con il quale aveva lavorato per delle colonne sonore, dunque hanno fatto vedere uno spezzone intervista  di Gianni Minà con Pino e Massimo. Troisi diceva tutto scherzando, ma diceva in questo modo anche cose molto sagge, oggi appunto l'ho visto che diceva:

" Le sofferenze dimore sono come  vuoti a perdere " e allora uno pensa che è solo una battuta divertente, ma poi ha aggiunto " perchè con le sofferenze dimore non ci si guadagna niente, escluso i cantautori che ci fanno le canzoni " da semplice battuta si è trasformata, perchè ne ho sentito un bel pò di metafore sogli amori finiti e su come gestirli, su l'importanza della sofferenza in genere, ma cosi come le presenta lui come delle "bottiglie vuote che non puoi restituire" mi sembra lampante che lunica cosa che puoi farne e buttarle, magari nei contenitori della raccolta differenziata ma buttarle.

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venerdì, 13 gennaio 2006 ¦ Permalink
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Negli ultimi due giorni ho avuto febbricella e mal di gola, anche oggi sto poco bene, ho dovuto rinunciare ad andare a Palermo, adesso chiamare il prof. per fissare un altro appuntamento mi secca. Meno ci parlo e meglio mi sento, ma devo farlo. Come mi sono ridotto, ad aver paura di parlare col prof. Chissa quando imparerò a farmi la mia strada fregandomene di cosa pensano gli altri di me.

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martedì, 10 gennaio 2006 ¦ Permalink
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Stanotte ho sognato un gruppo di ragazzi che bazzica attorno una scuola di simbologia. Siamo divisi in gruppi che devono inventare racconti e raccontarli attraverso immagini che ritagliamo dalle riviste varie, è una gara a chi è più simbolico, tra i diversi gruppi c’è molta rivalità e poca correttezza, dobbiamo lavorare attenti a non farci rubare le idee e le immagini dagli altri. Davanti al bar vicino giochiamo invece a costruire con oggetti di recupero degli strani aggeggi, con tubi e serpentine, che funzionano come pompe di calore. Dalle fughe di condotte interrate prendiamo il gas per ricaricare e li mettiamo in funzione per riscaldarci.

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domenica, 01 gennaio 2006 ¦ Permalink
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Non so quanti di voi sono adesso davanti al computere, però io sì eccomi qui, tanti nel mondo stanno festeggiando ma io sono rimasto a casa, non mi andava di uscire e di far vedere a tutti il mio cattivo umore, mio fratello e i miei cugini volevano che andassi con loro a ballare, non hanno insistito tanto e li rigrazio per questo, finalmente cominciano a capire come mi sento certe volte e mi lasciano decidere liberamente. Sono contento di essere rimasto a casa, dopo tutto erano un po’ di anni che rimuginavo su di un capodanno a casa, finalmente ci sono riuscito. Gente, in una notte in cui ci si deve divertire per forza, sono felice di annunciarvi che non mi sto divertendo. Che soddisfazione, altro che quei capodanni li dove ti tocca stare in mezzo a tanta gente e ti senti come se il tuo divertimento si stesse inflazionando. Meglio una notte grigia ma tutta mia che una notte di divertimenti da spartire con tutti. Grazie. Un altro anno della minchia se ne va, il prossimo chissà come sarà.

BUON ANNO a tutti

 

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