sabato, 25 febbraio 2006 ¦ Permalink
categoria : palermo

Scrivo dal palazzo del principe. A Palermo di fronte la cattedrale vive ancora uno dei principi della Sicilia rimasti nell’esercizio della propria funzione, quella cioè di non lavorare, vivendo dunque della rendita proveniente dai feudi e dalle altre sue proprietà e di farsi derubare dai propri amministratori, il principe infatti, un uomo di settanta anni, come ogni buon nobile che si rispetti non si cura del denaro e dei propri interessi, considerando la cosa da borghesi e assolutamente noiosa credo. Di tutto altro avviso i suoi badanti campestri e amministratori vari. Probabilmente la faccenda di dividere le ali del palazzo in abbandono in decine di piccoli appartamenti da affittare è stata una conseguenza dello sperpero e del continuo ridursi del patrimonio e delle rendite, che ha reso necessaria la creazione di altre entrate, fatto sta che la cosa ha reso possibile oggi, come altre volte in questi mesi, la mia presenza in un’alcova del settecento (la camera da letto) con le altre stanze di pertinenza, trasformata in un piccolo appartamento dove un mio ex coinquilino ed amico gentilmente mi ospita, quando vengo a Palermo. Bisogna dire che la trasformazione è stata fatta, molti anni fa in modo grezzo e poco elegante: qualche un paio di tramezzi un bagnetto e una bella imbiancata alle pareti e alle volte che magari non erano affrescate, ma certamente dovevano essere decorate. In ogni caso il degrado generale dell’appartamentino e delle scale per accedervi non fa che aumentarne per me il fascino. E’ bellissima la consapevolezza del tempo che si ha entrando dal portone principale, il pavimento in lastroni di pietra leggermente in salita con qualche avvallamento qua e la ti conduce attraverso la corte interna allo scalone barocco per salire ai piani nobili e più avanti sotto una volta a crociera scale secondarie piuttosto intricate ti portano a questo alloggio. Ci sono trenta contatori dell’ENEL nell’androne d’ingresso, tanto per avere un’idea dei tanti appartamenti che sono stati ricavati nel palazzo, senza considerare che molti altri hanno un ingresso indipendente nelle stradine laterali, stradine di origine fenicia larghe meno di due metri che conducono al povero quartiere dell’albergheria. Il Principe e la principessa invece vivono ai piani alti in un palazzetto più recente che è stato costruito, sempre in stile gentilizio, sopra quello vecchio, hanno anche un vecchio ascensore, accanto allo scalone barocco che li porta su ai loro appartamenti, con su scritto “privato” unica distinzione da noi plebei con cui condividono il loro palazzo.

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domenica, 19 febbraio 2006 ¦ Permalink
categoria : furto

Ieri notte prima di addormentarmi mi sono ricordato del sogno fatto la notte prima, praticamente si è trattato di derubare una banca di trapani, l’edificio di questa era situato dove io in realtà ho frequentato le scuole superiori. Io praticamente lavoravo come uomo delle pulizie in questa banca e mi sono accorto che gli impiegati erano cosi metodici e ripetitivi nel loro lavoro e nelle pause che si prendevano per spostandosi dal proprio ufficio a quello del collega affianco per dire due battute sul calcio o per sfottersi tra colleghi, che ero riuscito a calcolare nei tempi e nei spostamenti una sequenza di azioni e movimenti all’interno della zona degli uffici direzionali, nella quale sarei potuto entrare nei rispettivi uffici prelevare chiavi lasciate un attimo incustodite sulle scrivanie e entrare nel caveau senza essere visto praticamente da nessuno, se non solo quando fingevo di pulire, sfruttando anche i loro relativi movimenti che avevo previsto avessero compiuto chiedendo ai colleghi se si trattasse di uno scherzo la neoscoperta mancanza delle loro chiavi dalle scrivanie. Si è trattato praticamente di muoversi veloci è silenziosi anche dietro le loro schiene a un passo da loro sfruttando molto la loro goliardia e l’ambiente disteso. Sono riuscito a penetrare nel caveau e a sottrarre un bel gruzzolo ma non l’ho portato via con me subito, ma l’ho nascosto per riprenderlo un'altra volta, ma non ci sono riuscito perché intanto mi sono svegliato, nel frattempo però si erano accorti della mancanza del denaro ed era in corso una indagine interna, visto che non avevano riscontrato effrazioni notturne e non c’erano state rapine, giustamente il direttore cercava tra i suoi dipendenti il colpevole.

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giovedì, 16 febbraio 2006 ¦ Permalink
categoria : dinamiche

Stanotte ho sognato di essere in un villa piena di stanze, in una di queste entravo di nascosto per navigare in internet e mandare messaggi a nome di un altro, c’era in questa stanza una specie di serpente iguana che si arrampicava lentamente tra fili e cablaggi terrorizzandomi, dallo schermo controllavo anche l’ingresso al recinto esterno, aspettavo un anziana signora dalla faccia nota.
Invece noto una folla di affamati  fuori dal recinto, dove c’è il deserto più assoluto e questi che si massacrano e cercano di entrare. Esco fuori ma resto a distanza ancora non badano a me e mentre mi rendo conto di come sono disperati e denutriti succede un cambiamento epocale, sembra che il tempo scorra velocissimo per il resto del mondo mentre noi tutti guardiamo increduli. Velocemente dal terreno spunta della vegetazione intorno a noi, la villa, invece, va in rovina e si dissolve, tutti cominciano a nutrirsi di vegetazione, diventano pacifici e vivono in armonia, tutti insieme, anche io.
Ma non dura per sempre il tempo ricomincia a scorrere velocemente e mi mostra la vegetazione che inverte tendenza, comincia a non aumentare più e poi a diminuire, i popoli ricominciano a farsi furbi e a organizzarsi, rinascono le civiltà.

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giovedì, 09 febbraio 2006 ¦ Permalink
categoria : tesi di laurea

Stanotte uno di quei sogni a sfondo tesistico, mi spiego meglio, in alcuni sogni mi è capitato di vivere una situazione nella quale so di essere laureando so di dover fare la tesi, ma non ricordo più l’argomento della tesi. E’ uno strazio giro per gli uffici dei professori incontro colleghi e cerco di scoprirlo, ma non ricordo neanche se l’ho chiesta oppure no, mi viene il dubbio se il mio relatore sia questo o quel professore, che confusione. Spesso in questi sogni la risposta definitiva è che devo progettare tutto un rinnovamento della cittadella universitaria di Palermo, mi viene un infarto per la mole del lavoro, ma ieri notte è stato davvero bizzarro, il professore se ne uscito che dovevo progettare un’astronave. Io che non sapevo che pesci pigliare e lui tutto sborone che mi diceva “non ci vuole niente, si ispiri agli U.F.O.” mi ha fatto anche uno schizzo, praticamente un cerchio, e si è messo a dissertare del perché un’astronave deve essere di forma circolare piuttosto che quadrata e blahblahbla mentre io trattenevo a stento le lacrime. Quando è suonata la sveglia, sono stato lieto di ricordarmi che per tesi sto progettando un ponte pedonale che (come dice lui) deve avere una struttura ad arco piuttosto che a trave perchè blahblahbla………………………che palle.

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lunedì, 06 febbraio 2006 ¦ Permalink
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Stamane a Marsala un uomo è entrato in chiesa e siè sparato, è quanto ho sentito dire verso mezzogiorno, mentre ero in fila per pagare, alla posta, la chiesa è quella di San Francesco di Palola in corso calatafimi, non sono riuscito a carpire altro.

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giovedì, 02 febbraio 2006 ¦ Permalink
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Non avevo voglia di scrivere oggi, ma visto che i calcoli del ponte che sto progettando per la tesi non vogliono equilibrarsi e mi stanno scassando la mischia (scusate il francesismo) , scriverò. Stanotte il sogno è all’inizio con risvolti tecnici, mio fratellone mi manda a Palermo perchè vuole che vada ad istallare un mio vecchio computere, che non uso più, da un provider che gli fornirà un accesso ad internet “ma non hai già l’accesso ad internet?”chiedo “che c’entra” mi risponde “e per averne uno di comodo; non lo istallerai dal provider, ma dal suo vicino di casa che è un tunisino col permesso scaduto che ci fa la cortesia di prestarci il domicilio, il signore del provider ti aiuterà non ti preoccupare ” “ma a che ti serve tutto sto casino?” “niente, lui mi garantisce una maggiore sicurezza contro i virus” e io mi chiedo che cazzo centrano i virus con questa cosa che mi puzza di illegale, comunque, penso se fosse rischioso non ci manderebbe me. Cosi vado a Palermo mi reco dal provider mi metto d’accordo col sorridente tunisino che sorride sempre come tra le nuvole, ma secondo me la sa lunga. Il provider intanto ha fatto un buco nel muro in posizione strategica, il cavetto che passa dall’altra parte si confonde con tutti gli altri interni nella confusione di cablaggi e cavetti che non ci si capisce niente. Insomma dopo un  po’, nel sogno, mi risveglio come se mi fossi appisolato, di fronte a me, sempre dal provider, ci sono la mia ex ragazza sua sorella e una nostra amica “che ci fate qua?” “siamo venute a spedire un po’ di curriculum” lei ha gli occhi di uno strano rosa, cosi notando che non è seccata di vedermi le chiedo appunto degli occhi,  risponde che sono delle lentine permanenti “e la vita militare, è duro l’addestramento?” Lei infatti nella realtà, ho saputo, si è arruolata nell’esercito come volontaria per tre anni, ci sono rimasto secco alla notizia, si sentiva alquanto fallita come studentessa di legge, ma buttarsi via cosi, nelle mani di questa gente che non sa acquisire il potere normalmente e se lo racimolano a forza di signorsì, che delusione.”no non e molto duro”mi risponde “spesso sto in cucina e preparo le patate, invece di marciare, poi di pomeriggio giochiamo a nascondino” “a nascondino?” “si a nascondino, ma siamo stanchi e non si corre molto” . Abbiamo parlato ancora un po’ del militare, poi il sogno è finito. Mi sono svegliato nostalgico, come ogni volta che la sogno.

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