giovedì, 26 ottobre 2006 ¦ Permalink
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Poi ho finito di leggerlo, mi è servita quasi tutta l'estate per farlo sono lento a leggere evidentemente e inoltre e piuttosto voluminoso. E' una bella storia, almeno per me, che mi rispecchio molto in personaggi e storie dell'ottocento. In realtà non leggevo classici da un bel po, forse da una decina d'anni, ma adesso dopo aver letto, un paio di cose contemporanee (capriole in salita di PINO ROVEREDO e un'altro libro sui luoghi di Praga e Kafka ) o ricominciato un'altro classico, che avevo lasciato a mettà dieci anni fà(ecco che si chiude il cerchio, ma guarda un po) Il Castello di Kafka (appunto).

Cito un pezzo che è alla fine del Conte, che forse significa qualcosa.

-Quanto a voi, Morrel, ecco il motivo segreto della mia condotta verso di voi: volli provarvi che in questo mondo non esiste la felicità assoluta, né assoluta infelicità; esiste solo il paragone tra una condizione e l'altra, ecco tutto. Soltanto colui che provò le più grandi sventure è atto a godere le più grandi felicità. Bisogna aver voluto morire per sapere quanto è bello vivere. Vivete dunque e siate felici, figli diletti del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui dio si degnerà di svelare all'uomo i segreti dell'avvenire (dalla precedente frase mi dissocio) tutta la più alta sapienza d'un uomo consisterà in queste due parole "Attendere e sperare" .

Prima di concludere vorrei aggiungere ciò che ho scoperto nell'introduzione al romanzo, cioè che Alexander Dumas partecipò alla spedizione dei mille di Garibaldi, più precisamente lo raggiunse a Palermo e lo segui fino a Napoli. Ne scrisse anche un libro, che personaggio bizzarro!
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sabato, 14 ottobre 2006 ¦ Permalink
categoria : viaggio, praga

L’uomo che mi aveva emesso il biglietto aveva detto che non ne sapeva molto ma secondo lui i controlli di frontiera sarebbero avvenuti al confine con la Croazia, e che sarebbero stati fatti a campione sullo stesso treno. Dunque partiti da Udine immaginai che presto avremmo raggiunto il confine con la Croazia. La mia speranza era chiaramente, nella casualità dei controlli a campione, che io fossi tra quelli non controllati e dopo un po’ speravo di viaggiare già in terra straniera per aver la conferma di averla scampata. Ma quella stronza di terra straniera dove cazzo era, partiti già da un ora ancora ci fermavamo in stazioni dal nome in italiano e l’insegna azzurra, mi dicevo forse siamo in quella regione della Croazia dove magari si parla ancora in italiano, ma l’insegna azzurra non mi convinceva, aspettavo e aspettavo e intanto mi addormentai... mi risvegliai, stavamo rallentando o bene, mi dissi, vediamo un po’ se abbiamo oltrepassato la frontiera, ed eccola apparire l’insegna della stazione con su scritto un nome impronunciabile e di un colore che non ricordo ma non era azzurro, mi riaddormentai subito, ero sereno. Fui svegliato di soprassalto dalla voce del capotreno che apriva la porta della nostra cuccetta, disse buongiorno in inglese e altre cose di cui capii solo l’ultima parola “passport” e si allontanò, quella parola ebbe il potere di svegliarmi immediatamente, stavo notando che il capotreno svegliava tutti cuccetta per cuccetta, e mi chiesi cosa chiedeva a fare il passaporto se andava via subito, ma ecco comparire sulla porta un poliziotto tutto vestito di nero aveva un giubbotto tutto gonfio, pantaloni con i tasconi come quelli mimetici ma “neri”e aveva l’aria di essere armato fino ai denti, doveva essere austriaco convenimmo dopo coi ragazzi. “passport please” disse e gli altri cominciarono ad allungargli le carte di identità, quando tocco a me gli diedi la patente, di quelle rosa di cartone, glie la diedi senza foderino in plastica dimodochè potesse vedere sulla copertina il simbolo con la scritta unione europea che fa molto documento, ugualmente disse “Nou, passport” e me la restituì, al che non sapendo cosa altro dargli, disperatamente e mandando a fanculo me e questa brillante idea di tentare col treno,  gli diedi il passaporto scaduto dal 2004 è puntualizzai anche che era scaduto, ma in italiano. Lui lo prese e stette un po’ li a guardarselo, fece una faccia piuttosto interrogativa mentre sfogliava anche la pagine coi visti di Canada e Tunisia, mi sembrò che lo stesse guardando per un’eternità, alla fine accomodante lo porse ad un altro poliziotto, senza dire una parola e andò via. Questo nuovo aveva un’altra divisa, una giacca verde scuro e dei pantaloni eleganti neri, questo doveva essere Ceco. Guardo il passaporto per più tempo e con maggiore scrupolo, mi sembrava di impazzire non ce la facevo più ad aspettare, avevo in faccia l’espressione della placida innocenza, ma egli non guardava me guardava il passaporto, infine in un baleno tutto si concluse mi restituì il documento e richiuse la porta della cuccetta andando via. Rimasi incredulo un paio di secondi e chiesi ai ragazzi se era andata, anche loro pensavano di si. Stupendo, non riuscivo a crederci ma ero felicissimo. Loro si rimisero a dormire io non ne fui capace ero eccitatissimo e stetti a guardare la campagna Ceca dal finestrino. Anche loro dopo smisero di dormire e il restante tempo parlammo un po’, fino all’arrivo alle 11:00 alla stazione di Praga, ci salutammo subito fuori dal treno, con i migliori auguri. Nella hall ad aspettarmi c’era mio fratello, strano incontrarsi li e anche bello, ci minimo subito in cammino per l’hotel e poi su al castello di Praga...

Eccoci arrivati alla fine di questo post, che è l’inizio del mio soggiorno a Praga, praticamente con tutto il trambusto ho perso un giorno e due notti di permanenza, ma alla fine non mi è andata poi tanto male. Praga è una città bellissima, siamo riusciti a vedere solo parte del centro storico, che è molto ben tenuto, con tutti quei palazzi tardo-barocchi del ‘700 e le tante testimonianze del medioevo. Bellissimo passeggiare tra tutte quelle pietre antiche, Praga è una città che ti parla della storia, e lo fa con mistero. Il quartiere ebraico coi suoi vicoli e quel suo strano cimitero, il fiume Moldava e il ponte Carlo, il colle con i suoi prati e da lassù si vede tutto, il castello un altro colle e le scalinate che da esso scendono alla città piccola, da li scendeva Kafka la notte ,dopo essere stato a scrivere nel suo alloggio-studio presso il castello, per tornare a casa a dormire. La cucina poi è ottima tutta a base di carne e patate, ho mangiato le più buone patate a forno della mia vita. Per non parlare della birra, servita in boccali da mezzo litro e costa meno di un euro.

 

Fine. Grazie per la pazienza :)

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