lunedì, 14 novembre 2005 ¦ Permalink
categoria : mare, alba, isola, mercato, sirena, marsala, ingorgo

Dovevamo pescare i frutti di mare. Dunque prendiamo l’attrezzatura dalla macchina, che abbiamo posteggiato in acqua, e ci accingiamo, mio fratello ne ha una davvero bizzarra, io solo pinne e mascherina, gia mi sto incazzando. Ci buttiamo in acqua e un cane sbucato del nulla viene con noi, dicono che ci darà una mano, ed in effetti è capace di immergersi in apnea come noi, anzi come loro perché sono andati in profondità che già non li vedo più, l’acqua è torbida, non mi sento sicuro e ritorno alla rimessa, per giustificarmi dico agli altri che ho gia fatto due errori gravi e non è giornata. Breve parentesi: L’acqua dello Stagnone è nella realtà piuttosto bassa e calda, non supera i due metri. Con un giusto percorso si possono raggiungere le isole a piedi, ed esiste anche una strada artificiale per carretti, porta a Mothia ora è in disuso, che corre sotto la superficie dell’acqua  ad una profondità variabile con le maree, ci sono foto d’epoca dello stagnone con un carretto e l’asinello  in mezzo al mare. Quando ero piccolo ho visto camion carichi di sale arrivare via mare sulla spiaggia di San Teodoro, venivano invece dall’isola Lunga, quando c’era ancora la salina attiva, erano vecchi camion tutti arrugginiti con le balestre modificate per essere più alti.

Ritornando al sogno. Dopo un po’ tornano dalla pesca, hanno portato un bel po’ di roba che cuciniamo e mangiamo con la pasta. Erano comunque qualcosa di inesistente verdi e gialli e si aprivano come i passion fruit. Dopo l’abbuffata si chiacchiera, io me ne sto a parlare con mio cugino rivolto verso la strada, dall’altro lato c’è un edificio che attrae la mia attenzione, è in pessime condizioni senza porta  e semidistrutto, tutto bianco sia l’esterno che l’interno, tutto coperto di decorazioni a rilievo su ogni superficie è i muri essendo sottili mi danno la sensazione che sia fatto di gesso e stucco. Le decorazioni sono tutte un gioco di ripetizione di riduzioni e ingrandimenti una dentro l’altra delle lettere maiuscole A, X e M, mio cugino m’informa che si tratta di una chiesa tipo evangelica e che è stata abbandonata dai fedeli perchè hanno scoperto che il loro capo li derubava, gli chiedo cosa significano quelle lettere ma non sa, non sa altro. Preso dalla noia mi attivo per vedere di riprovare a fare delle immersioni, mio fratello mi presta la sua attrezzatura che indosso preparandomi per l’ingresso in acqua, la parte superiore della muta la indosso da solo per la parte inferiore insiste per aiutarmi lui, infatti è un po’ strana più che dei pantaloni sembra una gonna. Si chiude sul davanti con una corda elastica che, passando a zig zag tra gli occhielli delle due estremità, mi stringe come un salame, a questo punto con l’aggiunta delle pinne sembro proprio un “sireno”. E’ tutto pronto per immergermi e mi sto calando in acqua, osservato dagli altri che mi circondano sul piccolo molo, quando l’alba ci sorprende e senza la magia della notte, tutti mi sconsigliano di procedere. L’alba porta una novità: prima una poi due, poi tre, poi tante, poi un ingorgo di macchine sta tornando da Mothia verso la terra ferma, un ingorgo d’automobili gremite di persone affolla il mare, lo stanno sporcando buttano rifiuti fuori dal finestrino, “ma che succede, tutte queste macchine?” chiedo, qualcuno mi risponde che è il rientro dei turisti dalle vacanze, io rimango sbalordito. Da li ce ne andiamo, per recarci in un mercato popolare che dalla stessa strada della  rimessa si insinua tra le vie del borgo antico, da una bottega di robi vecchi mio fratello e un amico rubano manciate di chiodi e ferraglie varie per poi lanciarsele in faccia a vicenda mentre si rincorrono e ridono tre i vicoli, anche io rido e corro per non perderli di vista.

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