Stanotte capatina a scuola abbastanza completa, sono passato prima della scuola media dove giustamente non ero più uno studente, ma un visitatore, non c’erano i miei compagni di allora neanche gli insegnanti, anzi l’insegnante di matematica che faceva lezione era quello delle superiori una persona che stimo e ho stimato molto, è uno severo però severo anche con se stesso, ( mi piacerebbe andarlo a trovare a scuola, ma non ci riesco).Nel sogno mi ha richiamato a ripassare tutte quelle nozioni di scienza delle costruzioni e tecnica delle costruzioni che ho studiato un paio di anni fa e che adesso vacillano un po’ nella mia testa. Stavo proprio riflettendo su questi argomenti prima di addormentarmi, cioè sui miglioramenti che la nuova normativa in materia di costruzioni in zona sismica, la cui entrata in vigore viene rimandata da anni, apporta alla progettazione di strutture sismoresistenti, l’ultima proroga, di altri 18 mesi, é di qualche giorno fa, poi ci si chiede perché anche le nuove case non resistono abbastanza ai terremoti, usiamo una normativa vecchissima ( si può comunque utilizzare anche il nuovo metodo gia da 3 anni, un consiglio: chiedete al professionista che vi sta progettando una eventuale nuova casa, di applicare il metodo semiprobabilistico degli stati limite ultimi detto anche S.L.U. nella progettazione della struttura, soprattutto in zona sismica) Scusate mi sono messo a fare l’ingegnere, ritorniamo al sogno. Dopo la scuola media, il sogno è passato alla scuola superiore, il geometra. Ero con i miei compagni di allora, seduti ai banchi mimetizzati tra gli altri, anche noi nei panni d’alunni, facevamo la gara a chi si ricordava come ci prendevamo in giro tra di noi e verso professori .Mi sono divertito a vedere il timore dei reali alunni disorientati davanti alla spavalderia di noi veterani. Dopo un po’ il divario tra noi e gli altri alunni diminuisce, la classe diventa un circo e una ragazza fa l’interrogazione d’inglese tutta rappando (strano eravamo tutti maschi al geometra). La singolarità avveniva durante la ricreazione. C’erano dei carabinieri, ma tanti che cercavano nel giardino molto scrupolosi, avevano anche i cani e guardavano praticamente anche sotto le foglie cadute. Io mi avvicinavo incuriosito e arrivavo a sentire il superiore che diceva “se lo trovate non esitate a sparare” non si curava affatto che io lo potessi sentire. Chiesi in giro se qualcuno sapeva cosa stavano cercando ma niente. La risposta arrivo dopo, ormai non si vedevano più dalla finestra dell’aula , cosi sono uscito per vedere dalle finestre del corridoio che davano sul retro, e invece vidi il bidello e la bidella che parlavano preoccupati. Mi avvicino ”Zu Carmelo chi successe?”;
”U truvaro”(l’hanno trovato); “chi?” ;”U picciotto”;”quale picciotto?” non mi risponde e guarda a terra, la bidella allora risponde “quel ragazzo che ieri sera è scappato dal carcere“; “e chi fici scappao?”(che ha fatto è scappato?); mi risponde u Zu Carmelo “no. l’ammazzaro” prima di ritornare a fissare il pavimento. Quando torno in classe stanno ancora scherzando, racconto loro quello che ho saputo, siamo amareggiati, veniamo anche a sapere che era già ferito, uno spacciatore tossicodipendente da due soldi, una notte di inferno e una mattina ad aspettare tra i cespugli in compagnia della paura. Continua che prendo le mie cose e ci avviamo per l’uscita tanto la campanella sta per suonare, esco senza aspettarla e mi metto a correre piano, anche se sono in anticipo non c’è tempo da perdere, ricordo che ci sono
No, non si è fermato quello stronzo, passa dritto e fila via su una perpendicolare alla nostra.
“Testa di minchia” grida un ragazzo che ancora corre, superandomi, mi giro e li vedo arrivare, gli altri. Sono tutti sudati.
Signor Spina Signor Spina quanto ti abbiamo odiato (chissà se è ancora vivo, era da pensione dieci anni fa ai miei tempi).