lunedì, 21 novembre 2005 ¦ Permalink
categoria : cani, castello, carabinieri, pecore

Venerdì notte, un sogno divertente. Siamo io e mio fratello, come sempre ultimamente, con la sua moto però lascia guidare me che non ho la patente, quindi cosa vuoi che succeda ? ci fermano i carabinieri . Io in realtà sono tentato di non fermarmi, ma lui dice fermati. Mentre il carabiniere ci raggiunge ci scambiamo i caschi, faremo finta che a guidare era lui, ma non ci casca, anzi ci minaccia “lei una multa di mille euro non l’ha mai pagata, gliela faccio pagare io”. Caspita non so che mi prende, ma vado e lo acchiappo per il bavero “ avete rotto i ciglioni voi carabinieri, vigili urbani finanzieri sbirri…..” Mi fermo perché ho finito forze armate e stranamente non vengo arrestato su due piedi. Ci mettiamo invece a parlare ancora di chi stava guidando di noi due, tra strane prove a cui ci sottopongono per determinare ciò, ad esempi ci tastano i tricipiti perchè chi dei due ha guidato, secondo loro, li ha più tesi. Comunque dopo un po’ si convincono che a guidare non ero io, mio fratello non contento dice “io sono un medico dei NAS e in quanto tale sono un vostro superiore, sugli attenti prima che vi rovino” e loro se la fanno addosso, uno anzi si toglie pure il cappello nella confusione.

Bene a questo punto ripartiamo, guida lui però, dice che stiamo andando al castello che a comprato il nonno, cosi imbocchiamo una strada che va in salita e durante il tragitto mi spiega che si tratta di un castello che era in vendita in TV per seicento milioni e necessita di una ristrutturazione. Man mano che ci avviciniamo alla meta, ci rendiamo conto che non si tratta di un castello, in lontananza si vedono i resti di due grossi palazzi rurali, una è veramente enorme ed è verso di essa che ci dirigiamo quando incontriamo una biforcazione. Un’ultima salita ed arriviamo, ci sono i nostri genitori, c’era da aspettarselo col tema della casa il tema della famiglia tra l’altro allargata perché gia vedo mio zio e i cugini. Il posto è bello siamo in quello che era un enorme salone ingresso del palazzo, ma non c’è più neanche la porta è un rudere a cielo aperto, l’enorme salone distrutto conserva qualche partito decorativo alle pareti, su di esse gli attacchi dei resti un’altrettanto enorme volta a vela, che mi ricorda la cupola della basilica di Santa Sofia ad istambul. Chiedo agli altri se è questo il palazzo che ha comprato il nonno, loro rispondono di no, che è quell’altro più molto piccolo che si vede arrivando, è un rudere anche quello anzi in condizioni peggiori, l’acquisto riguarda in effetti dei terreni e un gregge, che delusione. Loro sono qui invece perché è in corso un' avvenimento manifestazione piuttosto importante e sono venuti a vedere, ciò spiega anche la massiccia presenza di carabinieri. Ancora loro. Decidiamo di andarlo a vedere, il palazzo del nonno, e ci avviamo alla discesa, io supero mio fratello, siamo a piedi e corro piuttosto veloce, tanto che i carabinieri che intanto salgono a piedi cominciano a dirmi di fermarmi, non so perché io intanto accelero ancora di più e loro cominciano ad allungare le braccia per acchiapparmi, insomma va a finire in uno slalom tra carabinieri, alcuni a cavallo, che mi ordinano di fermarmi, io riesco a scappare. Quando arrivo al rudere del nonno la delusione si fa concreta anche mio fratello, che intanto è arrivato, mostra la sua delusione, però le pecore ci sono e tante i pastori sono due fratelli tunisini che ho conosciuto in una vendemmia di  dieci anni fa, ci salutano da lontano con la mano. Quello che doveva essere un castello è solamente un gruppo di muri senza tetto di ciò che era stato un modesto casolare agricolo. Con le pecore di solito ci sono anche i cani, infatti, eccoli che sbucano chissà da dove correndoci contro abbaiando minacciosi, io me la faccio sotto intanto che i pastori li richiamano inutilmente, io disperatamente, sono già vicini, fingo più calma possibile e comincio a buttare fuori il vocione più basso e greve che riesco, seguendo l’esempio di mio fratello che, essendo veterinario sa come comportarsi in queste situazioni, proprio quando stavo per scappare cominciano a correre meno minacciosi fino ad arrivare da noi che scodinzolano placidi, che sollievo. Torniamo su dagli altri e il sogno termina mentre, tra la gente, osservo con mio padre i restauri che stanno facendo al grande salone di quell’altro palazzo rurale.

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