sabato, 26 novembre 2005 ¦ Permalink
categoria : cavalli

Stanotte ho sognato i cavalli. Il mio ricordo comincia che stiamo andando, la mia famiglia più amici e parenti, nella nostra casa di campagna, che è sempre in territorio marsalese. Ciò che vedo arrivando, sono alcuni cavalli fermi senza sella che sembra stiano rovistando nei bidoni della spazzatura in prossimità  dell’incrocio tra la strada comunale e l’imbocco della strada privata che conduce al raggruppamento di case rurali tra cui la nostra. Dentro casa, nella stanza che usiamo come deposito, un cavallo morto sul tavolo e due grosse buche nel pavimento, ad un amico che mi chiede cosa siano quelle buche rispondo ”sono delle stanze sotterranee che abbiamo scoperto da poco” aggiungo “il cavallo morto era nostro, sono alcuni giorni che è messo li in attesa che lo buttiamo” dopo aver notato il suo sguardo soffermarsi sul cadavere. Fuori per strada, alcuni bambini che sono venuti con noi e altri del posto, giocano con gli animali che teniamo chiusi nel giardino quando non ci siamo, tra loro una pony , che noi non abbiamo mai avuto. L’unico animale femmina  a casa nostra è stata una cagna di nome Lilla che avevamo quando io avevo circa cinque anni. Nel sogno dopo un po’ mio fratello se ne esce che deve andare a buttare il cadavere del cavallo con la mia bicicletta, io protesto seccato, mio padre aggiunge che non abbiamo motivo di litigare che tanto con una bici non si può trasportare c’è ne vorranno due, mio fratello dovrà prendere la sua bici io la mia e su una tavola di legno, inchiodata tra le due biciclette parallele, porteremo il cadavere ai bidoni di spazzatura dove prima avevo notato i cavalli randagi rovistare. Partiamo e già mio fratello si mette a tirare più veloce di me non capisco che fretta ha, mi mette in ansia, quando, duecento metri dopo, arriviamo ai bidoni della spazzatura ho praticamente paura non pedalo più quasi e lui mi trascina, i cavalli, invece non ci sono più io riprendo animo e pedalo gli ultimi metri. Buttato il cadavere, sono gia risalito in bici quando un cavallo sbucato dal nulla arriva al galoppo, io ho il tempo giusto per paralizzarmi dal terrore che il cavallo si gira su se stesso pronto a scalciare, chiudo gli occhi mio fratello grida di levarmi da li rumore di aria tagliata li riapro, un miracolo, mi ha mancato, mi dirà arrivati a casa che mi sono trovato tra le gambe della bestia che ha scalciato allargandole. Intanto non dice altro che di scappare, io seguo alla lettera il suo imperativo, pedalando svelti arriviamo in tempo per far rifugiare i bambini e gli altri animali in casa, prima che il cavallo ricongiunto il suo branco arrivi. Adesso me ne sto tranquillo su una sdraia, il branco di cavalli è stato cacciato dal cavallo del vicino, che è pericoloso quanto lui, la pony si è avvicinata in ceca di coccole, la accarezzo lei mi mordicchia la mano, mia madre si preoccupa “stai attento che ti morde” “no mamma stiamo giocando” mia madre è sorpresa di vedermi coccolarla, poi dice a tutti “Se avesse avuto una sorellina oggi non sarebbe così schivo con le donne…..” Aggiunge qualcos’altro ma io sto dormendo già.

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