Stanotte ho sognato di essere in giro per Marsala con l’auto. Ad un certo punto mi sono fermato in una piazza che è chiamata Porta Nuova sulla quale prospetta un vecchio cinema da 1200 posti, ribattezzato durante il ventennio Cine Impero, adesso convertito a teatro e proprietà del comune. Nel sogno al posto del teatro però c’è una chiesa e io cerco di convincere la moglie di mio fratello e un’altra ragazza con la quale in questo periodo l’altro mio fratello ha un flirt a scendere nella cripta. La mia intenzione è di spaventarle, è notte e io conosco un modo per entrare in chiesa di nascosto. Dopo un po’ si convincono e scendiamo, spero di trovare una di quelle stanze paurose che ho visto in altre occasioni, come se fosse un posto che conosco. Scese le scala cominciamo ad attraversare alcune stanze io davanti, loro mi seguono, la cripta è un susseguirsi ad infilata di ampie stanze rivestite di bianco di calce con volte a crociera, gli uscii non hanno porte ed attraversandoli si vede l’enorme spessore dei muri, faccio luce sui muri in cerca di accessi e gira che ti rigira finalmente trovo qualcosa di interessante. Una stanza con una collezione completa e ordinata di tutti i caschi da football di tutti i papi della storia . Sono un po’ deluso perchè questo non spaventa nessuno, li guardiamo da vicino leggendo i nomi dei papi a cui sono appartenuti e in realtà molti non sembrano caschi da football come mi aspettavo ma maschere, colorate di rosso sangue scuro o di colori bruni, sembrano più degli elmi da gladiatori. Andiamo via da quella stanza, io meno deluso perché alla fine un po’ di paura mi hanno messo tutte quelle facce inanimate. Continuiamo il giro un po’ a zonzo e finalmente trovo l’uscio che cercavo, non so ancora cosa ci sia oltre, ma so che mi farà paura, è un po’ più in alto del pavimento e si devono salire alcuni gradini, quando sotto l’uscio illumino la stanza con la torcia, mi rendo conto di ciò che contiene, il pavimento, più basso rispetto a noi, è tutto occupato da bare scoperchiate che ospitano cadaveri di ragazze vestite di bianco. Sono un’infinità, con la luce della torcia non riesco ad illuminare le più lontane, la stanza è enorme ed altri cadaveri sono appesi alle pareti, come nelle catacombe di Palermo, le ragazze con me, guardano mute io dico loro che sono vergini, sono ragazze morte vergini, guardarle cosi mi fa sentire come se le stessi stuprando “io devo uscire “ dico e le lascio là. Loro mi seguono e ci mettiamo a cercare le scale per risalire. Non le avevo ancora trovate quando mi sono risvegliato.