Questa notte un altro sogno belligerante. Siamo, io e alcuni amici che hanno abitato con me a Palermo, in Belgio dentro appartamenti agli ultimi piani di un palazzone. Lì mentre stavamo tranquilli non ricordo bene a fare cosa comincia una strana avventura, un gruppo armato di persone “diverse” irrompe nel palazzo cominciando a uccidere tutti negli appartamenti, partono dal basso e man mano vanno salendo di piano facendo tabula rasa di esseri viventi. Li ho chiamati “diversi” perché hanno un aspetto diverso dal nostro pur notando che sono umani hanno qualcosa di anomalo che li accomuna e li rende facilmente distinguibili da noi. Quando comincia la loro azione noi dei piani più alti sentiamo spari,grida disperate, rumori di piatti e sedie a terra, il trambusto aumenta sento che viene anche da fuori e mi affaccio dal balcone sulla strada. Mi rendo conto, guardando dentro le finestre dei palazzi di fronte, che si tratta di un genocidio, stanno uccidendo tutti, arrivano in massa e stanno assaltando tutti i palazzi che vedo, se non fosse che sono al quattordicesimo piano sarei già morto. Non ce tempo da perdere, nel mio appartamento sono solo, salgo al quindicesimo dove ci sono gli altri, sono gia nel panico come me, dalla paura nei loro occhi capisco che non hanno bisogno di spiegazioni “siamo tutti morti, saranno già al dodicesimo” a qualcuno di noi viene un idea “buttiamo tutto a terra e buttiamoci a terra anche noi, faremo finta di essere già morti” in quattro e quattro otto prepariamo una bella scena, di quelli che salgono molti vanno via subito credendoci morti ma due restano e continuano e scrutarci, sul balcone dove ci siamo posizionati, finche si girano per affacciarsi e noi lesti a pie pari puntando sui loro culi li lanciamo fuori. Dopo comincia una guerra vera e propria: bombardamenti, cannonate, scoppi. Noi un po’ di rifugiati, ci ritroviamo per strada davanti al palazzo dove eravamo prima, siamo protetti alla vista degli altri dalle macerie, poco davanti il nostro rifugio i ribelli rispondono con mitra e piccola artiglieria ai pesanti attacchi dei carri armati dell’esercito. Esplosioni fanno tremare la terra e noi lì rintanati parliamo piano per non farci sentire dai ribelli. Ho con me il cellulare umts, mi chiedo chissà se a casa in Italia hanno notizie di ciò che sta succedendo qui, cosi dico che voglio fare un filmato da mandare in rete. Detto fatto tra noi spunta EMINEM, si mette a cantare un pezzo Freestyle, mentre io lo riprendo cercando di far vedere sullo sfondo la distruzione tutto intorno, il pezzo si chiamerà, come una parola ripetuta tante volte nel brano, BIZ-WAR. Ci sono attimi di tregua e altri in cui la guerra incalza, credo sia durata parecchi giorni, durante la quale discutevamo se era il caso di provare a lasciare o meno il nostro rifugio che, anche se ci proteggeva dalla vista dei ribelli era comunque sotto una pericolosa pioggia di proiettili e schegge. Dopo, la guerra era finita, noi ci preparavamo per lasciare il Belgio io ho recuperato la mia ritmo color carta da zucchero (che ho posseduto tempo fa fino a quando non si incendiò ) e siamo partiti per una gita in Olanda prima di rientrare in Italia.